Eire. Inno all'Irlanda

Simbolo dell'Irlanda, e emblema della cultura e dell'indipendenza degli antichi popoli celtici, l'arpa è la protagonista assoluta di questo spettacolo, che percorre la storia d'Irlanda dalle sue mitologiche origini, ai lunghi secoli di oppressione e dominazione, fino ai nostri giorni. 

Dagli antichi bardi che cantavano accompagnandosi con l'arpa le gesta degli eroi, agli arpisti perseguitati e uccisi durante la dominazione inglese, l'arpa celtica è il simbolo per eccellenza dell’era gloriosa della storia irlandese, il baluardo mai caduto della libertà di pensiero di fronte all’invasione, il vessillo dell'eredità culturale di un'intera nazione.

Youterpe's Vision ha dedicato all'Irlanda questo spettacolo, in cui le musiche dell'antica tradizione irlandese, trascritte e adattate per ensemble di arpe, violino, flauto, violoncello e percussioni, accompagnano lo spettatore nel suo viaggio attraverso i secoli, alla scoperta dell'affascinante storia dell'Isola di Smeraldo.

E' l'Irlanda stessa che ci racconta la sua storia, iniziando con il racconto delle sue origini, delle antiche divinità e degli eroi che furono i primi re di questa terra remota.

Nella tradizione celtica antica, il bardo arpista riceveva i più alti onori. Manteneva viva la tradizione e la storia del suo popolo, componeva lodi e raccontava le gesta degli eroi.
Arpe e spade condividevano la stessa origine e lo stesso fato: arricchite con gemme preziose e disegni propiziatori, avevano nomi propri e obbedivano con maestria, perizia, e solerzia solo a chi conosceva il loro vero nome, custodito gelosamente nel segreto del cuore.
Gli arpisti irlandesi, perseguitati e oppressi dagli invasori, mantennero viva in quei secoli oscuri l'antica cultura e tradizione celtica.

Nel cuore dello spettacolo entrano le voci della solista e del coro che, nell'Ottocento, sotto la dominazione inglese, cantano l'appartenenza del popolo d'Irlanda ad una stessa nazione, esprimono con forza e nostalgia il sentimento patriottico, mai spento.

Ed ecco infine irrompere la danza, sui ritmi trascinanti delle gighe e dei reels della tradizione irlandese. La danza ci accompagna fino ai tempi moderni, cedendo il passo alle canzoni del Novecento che concludono lo spettacolo.

E con le parole del poeta Yeats ci congediamo dall'Irlanda, un canto d'amore "per gli oscuri tempi che verranno".

Quando il Tempo cominciò a inveire e infuriarsi,
al ritmo dei suoi piedi danzanti
iniziò a battere il cuore d’Irlanda.
Ah, fate, danzanti sotto la luna,
terra di Druidi, canto di Druidi!
Finché ancora posso, io scrivo per te
l'amore che ho vissuto, il sogno che ho conosciuto.

Eire, inno all'Irlanda è andato in scena al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto nell'aprile 2017 ed è stato replicato al Teatro Zandonai di Rovereto nell'ottobre dello stesso anno.