La bôite a joujoux

“Ho cercato di carpire i segreti delle bambole” così scriveva Debussy nel 1913, mentre era impegnato nella composizione del “balletto per bambini” La bôite a joujoux (La scatola dei giocattoli). Ispirato al racconto e alle bellissime illustrazioni di André Hellé, il balletto non vide mai la luce: la morte del compositore nel 1918 gli impedì di portare a termine il progetto, del quale ci rimane solo l’abbozzo nella partitura per pianoforte, con le didascalie originali di Hellé e Debussy.

E’ una tenera storia di giocattoli, che nottetempo si animano e prendono vita. Un Soldatino si innamora di una bambola, vedendola ballare il valzer, ma la piccola civetta ha già dato il suo cuore ad un Pulcinella pigro, frivolo e attaccabrighe. Si sfidano: i soldatini e i pulcinella combattono una grande battaglia, durante la quale il povero piccolo soldatino è ferito gravemente. Ma, offesa dal villano Pulcinella, la Bambola raccoglie il Soldatino, se ne prende cura e se ne innamora. Si sposano, hanno molti bambini, e vivono felici e contenti. E la vita continua nella scatola del giocattoli... forse è stato solo un sogno?

Dopo la morte di Debussy La bôite a joujoux, nella orchestrazione di André Caplet, fu finalmente eseguita come balletto, e anche la partitura originale per pianoforte ha avuto una certa diffusione, per lo più in forma di concerto, ma La bôite a joujoux rimane tuttora uno dei brani meno noti del grande compositore francese, forse perchè è difficile comprenderne interamente il fascino senza seguire la semplice, tenera, e commovente storia d’amore del Soldatino e della Bambola.

Youterpe’s Vision ne ha realizzato una versione scenica da camera, per arpa, pianoforte e piccole percussioni, al quale si affiancano la recitazione e le immagini, oppure il mimo e la danza. Le diverse versioni dello spettacolo sono state eseguite a Bolzano (Teatro Gries, 2012), Castelfranco Veneto (Teatro Accademico, 2013), Cavaso del Tomba (Sala Consiliare, 2013), Ferrara (Biblioteca Ariostea, 2017),  Reggio Emilia (Istituto Peri-Merulo, 2018) adattando di volta in volta l’allestimento scenico allo spazio disponibile.